James Lee Byars – Performance Works 1967-1994
Pirelli Hangar Bicocca, Milano 2024
A cura di Giovanna Amadasi, con la collaborazione di Marcella Vanzo e Zona K.

Appuntamento dedicato al Public Program dedicato alla mostra dell’artista americano James Lee Byars. Il programma ha riproposto, all’interno degli spazi della mostra dall’8 al 10 febbraio, sei delle più iconiche performance dell’artista – il quale le definiva anche “plays”, “actions” o “events”: “Four in a Dress” (1967); “Breathe (Two in a Hat)” (1968); “Ten in a Hat” (1968); “Be Quiet” (1980); “Your Presence is the Best Work / A Presence is the Best Work” (1992); “Five Points Make a Man” (1994).
I sei lavori, che hanno coinvolto dodici performer e coperto un arco temporale che va dal 1967 al 1994, toccano alcuni degli aspetti più significativi della ricerca di James Lee Byars intorno alla performatività: la realizzazione di abiti indossabili da diverse persone contemporaneamente che sfidano il limite tra individualità e collettività; il coinvolgimento del pubblico e la sua centralità nel contesto della mostra; l’aspetto effimero dell’arte; il corpo umano e la sua mortalità.

https://www.today.it/video/pirelli-hangarbicocca-sei-storiche-performace-di-james-lee-byars-7t0po.askanews.html

Lasciare traccia
Contemporary Locus – Monastero del Carmine (BG), 2022
Marcella Vanzo

Perché sono VERSI di resistenza, di appartenenza, di fisicità esasperata: sono i versi dell’anima umana e delle relazioni con l’altro e con il mondo.
E poi ci sono i gesti: scriversi addosso e cancellarsi, quasi a mettere in quadro le parole che in una giornata qualsiasi ci vengono versate addosso, o le parole d’amore, o quelle della fine dell’amore, o dell’inizio dell’incomunicabilità.
Ci sono gli atti: quello di un’ipotetica penitenza, lo strofinare il pavimento carponi con i propri capelli, così come spazzare in maniera compulsiva utilizzando una ramazza dall’impugnatura troppo corta per poter essere solo il compiersi di una “semplice azione”.


https://www.exibart.com/arti-performative/versi-per-festeggiare-contemporary-locus-e-dieci-anni-di-scoperte/

Nelken Line
Milano, 2021
Arte Mente, Lost Movement

Il ritmo invade Milano con la danza urbana di NELKEN-Line

Wuppertanz
LaLuna Dance Center – Mole Vanvitelliana, Ancona
Aida Vainieri, Fernando Suels

Due danzatori di fama internazionale, Aida Vainieri e Fernando Suels Mendoza, del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, dirigono lo spettacolo nella Sala delle Polveri alla Mole Vanvitelliana.
La performance artistica, patrocinata dal Goethe Institut e denominata “Wuppertanz” ha visto anche la partecipazione di ballerini e ballerine a tutta Italia.

Le alleanze dei corpi
DiD studio, Itinerari Paralleli, Progetto Aisha, Prospettive Teatrali , ZEIT, 2019

Attraverso pratiche relazionali, artistiche, performative ed etnografiche il progetto si propone di riflettere sulla cura come pratica artistica e sulla creazione di contesti di self care e pratiche comunitarie per rinnovare la fiducia nel contatto tra corpi e costruire nuove e possibili prassi di coesistenza nello spazio urbano.

A Milano il festival diffuso che parla di cura

The last Supper
Installation Ron Gilad – Performance Loredana Putignani
Milano design week, 2019
DCA: David Chipperfield Architects LessLess, Jean Nouvel Design

The Last Supper (di Ron Gilad e Loredana Putignani, prodotta da Francesca Molteni) in scena in un ambiente-ufficio, lungo il tavolo di Norman Foster per Unifor.

Scavando oltre gli automatismi e le contraddizioni di potere.
Una forza rivoluzionaria | sollevatrice
che guarda un nucleo sostanziale nell’uomo.
Quello che deve essere salvato
ma tutto ciò che concerne l’anima x l’economia è irrilevante…
Un movimento sezionato in sequenze
che una matematica superiore ci dà la forza di percepire.

“ Scrivo con il dito nella polvere, ma quello che devi fare, fallo al più presto”

Il Fuorisalone 2019 visto per voi / 4

GARDEN VOICES
Sound Installation, Fabbrica del Vapore, Milan, 2017


Installazione sonora interattiva
Durante l’esibizione della compagnia Ariella Vidach /AiEP – DiDstudio: 10 GIARDINI DA NON PERDERE.